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Mar 7, 2016 - Di Sirio Salvatore    No Comments

Salvatore Di Sirio

562532_2887300562054_1785879390_nSalvatore Di Sirio, nato a Napoli il 21/07/1967, ha iniziato a praticare arti marziali da ragazzo per colmare un senso di insicurezza.  L’incontro delle arti marziali è avvenuto tramite i film di Bruce Lee.

Ha iniziato a praticare di nascosto perché i genitori non volevano. I luoghi di pratica erano la spiaggia, i garage e ogni altro luogo utile alla realizzazione del proprio sogno.  Bravissimo nel calcio ma una delusione lo porta ad abbandonarlo e a dedicarsi completamente alle arti marziali.

Salvatore Di Sirio comincia a praticare Kung Fu con il “Drago Rosso” (Giuseppe Rucci) e ricorda i consigli del maestro vastese durante gli allenamenti di sparring “Cuss è svelt d pugn” (attento questo è veloce di pugno).  Un infortunio grave alle ginocchia distrugge il sogno marziale e il pensiero è subito quello della fine di questo meraviglioso percorso di vita perché a quei tempi l’abilità marziale era strettamente collegata alla cultura del fisico promossa dalla California.

Su una rivista del settore “Samurai” legge di un seminario che terrà Bob Green, rappresentante europeo di Dan Inosanto, quest’ultimo socio di Bruce lee. Salvatore decide di partecipare al seminario insieme a due amici . Nel silenzio rispettoso entra il maestro che deve dare il seminario, entra zoppicando e noi tre a scherzare “quiss è u maestr. E ch c’ da fa vedè” (questo è il maestro, cosa ci deve far vedere). Quello che accadde dopo segnò la vita di Salvatore per sempre, vederlo in azione, nonostante l’entrata non molto marziale, si rese conto che il Kali filippino e il JKD (Jeet Kune Do) erano la sua via. Si rese conto che per praticare abilmente le arti marziali non era necessario avere un bel fisico atletico o essere in perfetta salute, ma conoscere se stessi. Da quell’esperienza nel 1991 iniziò a praticare la scuola e la mentalità Inosanto, JKD, shhot wrestling (la MMA di quel periodo) e il MAPHILINDO SILAT (Ma, malese, PHIL, filippino, Indo, Indonesiano).  Periodicamente si ricava a Milano per allenarsi con i migliori maestri del tempo nella via ormai scelta. Gli allenamenti erano intensi e il viaggio in treno non era dei più comodi. Per raccimolare i soldi qualsiasi lavoro andava bene, lavoretti, magazziniere, piantare pomodori.

Adesso la sua scuola è a Termoli presso la palestra Malibù, via delle acacie, 25 e ad Altamura. Tra qualche tempo uscirà un suo libro.

Il suo consiglio è quello di praticare le arti marziali perché sono una disciplina, danno una marcia in più, innalzano l’autostima, danno sicurezza e fanno stare bene.